Il mercato immobiliare residenziale italiano chiude il 2024 con un segnale di inversione rispetto alla stagnazione degli ultimi anni. Secondo il nuovo rapporto dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) dell’Agenzia delle Entrate, realizzato in collaborazione con l’Associazione Bancaria Italiana (ABI), le compravendite di abitazioni sono cresciute dell’1,3% su base annua, toccando quota 720 mila unità per un valore complessivo stimato di 114 miliardi di euro. Si tratta di un dato rilevante per investitori e operatori del settore, che attendevano un segnale di rilancio dopo la frenata post-pandemica e la stretta monetaria del 2022-2023.
Nord Est in crescita, con focus sul Veneto
Nel dettaglio, il Nord Est – che include il Veneto – ha registrato una crescita in linea con la media nazionale (+1,5%). Un dato che, letto in combinazione con l’aumento dei mutui erogati e la ripresa dell’indice di affordability, indica una crescente fiducia da parte delle famiglie e un contesto sempre più favorevole agli investimenti immobiliari a reddito.
La regione si posiziona come un territorio strategico per l’acquisto di immobili da destinare alla locazione breve e turistica, un segmento che – pur avendo registrato un leggero rallentamento nel numero di contratti (-0,6%) – continua a offrire margini di redditività elevati, soprattutto nelle aree urbane e a vocazione turistica come Venezia, Verona e le città d’arte minori.
Lombardia locomotiva del mercato, ma spiccano le “sorprese” regionali
La Lombardia si conferma leader per numero assoluto di transazioni, con oltre 151 mila compravendite nel 2024. Tuttavia, le performance migliori si registrano in regioni a lungo sottovalutate dagli investitori istituzionali: Abruzzo (+9,2%), Friuli-Venezia Giulia (+6,4%) e Molise (+6%) guidano la classifica della crescita percentuale. Tra le città metropolitane, si segnalano Genova (+3%), Roma (+2%), Torino (+1,6%) e Bologna (+1,4%).
Per chi guarda al mercato del Nord Est, questi numeri suggeriscono opportunità interessanti anche al di fuori delle solite piazze, in particolare per operazioni a medio-lungo termine su immobili da valorizzare o rifunzionalizzare.
Mutui in ripresa: aumenta la leva, calano i tassi
Uno degli aspetti più incoraggianti per chi investe è l’evoluzione del credito. Gli acquisti con mutuo ipotecario sono aumentati dell’8,1%, con oltre 283 mila operazioni finanziate per un valore totale di 38 miliardi di euro. In parallelo, il tasso medio iniziale sui nuovi mutui è sceso al 3,6%, in calo di 69 punti base rispetto al 2023, riflettendo l’allentamento della politica monetaria da parte della BCE.
La durata media dei mutui si attesta a 25,3 anni, con una rata mensile media di 677 euro, segno che il mercato resta sostenibile e appetibile anche per investitori che fanno ricorso alla leva finanziaria.
L’indice di affordability torna a crescere
Altro segnale positivo per il mercato è la risalita dell’indice di affordability, che misura la sostenibilità dell’acquisto immobiliare rispetto al reddito familiare. L’indicatore ha raggiunto il 12,7%, ben sopra la media storica del 9,6%, grazie al calo dei tassi d’interesse che ha controbilanciato l’aumento dei prezzi immobiliari nella seconda metà dell’anno. Secondo le prime stime del 2025, l’indice continua a migliorare, pur con qualche incertezza legata ai recenti aggiustamenti dei tassi.
Considerazioni finali per gli investitori
Il 2024 ha rappresentato un anno di svolta per il mercato immobiliare residenziale italiano, con segnali chiari di ripresa sia sul fronte delle compravendite sia sul piano dell’accessibilità al credito. Il Veneto e, più in generale, il Nord Est confermano una buona tenuta del mercato, rendendosi attrattivi per investitori alla ricerca di rendimenti stabili, diversificazione territoriale e valore patrimoniale nel tempo.
L’evoluzione dei dati nel primo semestre 2025 sarà cruciale per confermare questa tendenza. Intanto, chi guarda al settore con una prospettiva strategica di medio periodo trova oggi un terreno fertile per operazioni mirate, in particolare nell’ambito della locazione turistica e degli affitti brevi.


