Vai al contenuto

Immobiliare, l’appello di Assoimmobiliare: serve un Piano Casa per attrarre 170 miliardi

  • news

Housing sociale, build to rent, rigenerazione urbana: il settore immobiliare residenziale italiano può diventare un asset strategico per investitori privati, ma servono riforme strutturali, incentivi fiscali e semplificazioni normative. Il Veneto, con le sue città universitarie, i borghi storici e la spinta turistica, è tra i territori con maggior potenziale.

Emergenza abitativa e potenziale d’investimento: il quadro attuale

L’Italia necessita nei prossimi anni di oltre 635.000 nuove unità abitative, da realizzare anche attraverso la riconversione di edifici esistenti. Un fabbisogno che comprende alloggi in affitto, studentati, soluzioni di affordable housing e residenze adattabili al cambiamento demografico in corso. Secondo Confindustria Assoimmobiliare, soddisfare questa domanda significa mobilitare circa 170 miliardi di euro in investimenti, con margini interessanti per fondi pensione, compagnie assicurative e capitali internazionali.

Ma affinché questo mercato diventi realmente competitivo – a partire da contesti come il Veneto, dove coesistono centri storici in rigenerazione e aree urbane in espansione – è indispensabile un intervento deciso da parte del legislatore.

Le proposte per un ecosistema abitativo attrattivo

Nel corso dell’evento “Piano Casa Italia – Le proposte di Confindustria Assoimmobiliare”, l’Associazione ha lanciato un piano organico in otto punti, chiedendo al Governo un’azione decisa per sbloccare investimenti e superare le rigidità che oggi ostacolano l’espansione dell’offerta abitativa:

  1. Revisione del regime fiscale dei fondi immobiliari, per ampliare la platea di investitori, anche internazionali.
  2. Detrazione dell’IVA e riduzione dell’aliquota al 5% per le locazioni, con vantaggi per gli operatori professionali e i locatari.
  3. Deduzione dei costi per immobili concessi in locazione e riconoscimento del loro carattere strumentale.
  4. Taglio dell’imposta di registro (dal 9%) per le compravendite effettuate da operatori professionali.
  5. Esenzione IMU sugli immobili locati come abitazione principale, a fronte della riduzione dei canoni.
  6. Maggiore flessibilità nei cambi di destinazione d’uso, per riconvertire immobili inutilizzati in residenze.
  7. Semplificazione urbanistica per l’housing sociale e a prezzo calmierato, con contributi calcolati solo sull’extra volumetria.
  8. Certezza giuridica dei titoli abilitativi, con un termine massimo di 60 giorni per eventuali impugnazioni.

Misure che mirano a creare un ambiente regolatorio stabile e prevedibile, condizione essenziale per attrarre capitale paziente e operazioni su scala ampia.

Il Veneto come laboratorio di investimento abitativo

Per gli investitori che guardano al mercato immobiliare residenziale, il Veneto offre un mix unico di opportunità: da Venezia e Padova, con alta domanda studentesca e turistica, a città come Verona, Vicenza e Treviso che combinano vivacità economica e qualità della vita.

Progetti di rigenerazione urbana, nuove forme di locazione a medio-lungo termine, formule di housing integrato per anziani e lavoratori mobili, possono attrarre operatori immobiliari e fondi specializzati, se inseriti in un contesto normativo e fiscale favorevole. In questo senso, il coinvolgimento delle amministrazioni locali sarà cruciale, così come la possibilità di utilizzare fondi PNRR non ancora allocati.

Il fronte politico: aperture dal Governo

Durante l’evento, il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha rilanciato la proposta di una “delega alla Casa”, sottolineando la necessità di un’interlocuzione istituzionale unitaria su un tema frammentato per aree geografiche, valore degli immobili e tipologia di domanda.

Anche l’onorevole Lucia Albano, sottosegretario al MEF, ha confermato l’istituzione di un tavolo di lavoro per valorizzare il patrimonio pubblico attraverso partnership pubblico-private. Obiettivo: usare il patrimonio immobiliare dello Stato come leva finanziaria per lo sviluppo abitativo, riformando il quadro normativo che ne disciplina l’utilizzo.

Conclusione: riforme urgenti per un mercato con alto potenziale

Abbiamo già realizzato 1,7 milioni di mq di edilizia residenziale sociale, pari a 24.500 alloggi, ma non basta” – ha dichiarato Davide Albertini Petroni, presidente di Assoimmobiliare. “Serve un quadro normativo stabile e chiaro che renda l’Italia competitiva rispetto agli altri mercati europei. Solo così l’immobiliare residenziale potrà tornare a essere un asse portante per la crescita economica e sociale del Paese”.

Per chi guarda all’immobiliare come asset strategico, specie in territori dinamici come il Veneto, il messaggio è chiaro: il momento è maturo per investire, ma servono certezze normative, incentivi fiscali mirati e una governance che sappia unire visione pubblica e capitale privato.

Author

Fontego RE è una società di intermediazione immobiliare attiva a Venezia, Padova, Vicenza e Verona. Interessato a vendere la tua casa, o a investire in Veneto? Contattaci.