Dopo anni di rallentamento, il mercato immobiliare italiano torna a crescere con slancio nel 2024, offrendo segnali incoraggianti per investitori e operatori del settore. A certificarlo è il Rapporto dei Dati Statistici Notarili 2024, che evidenzia un’accelerazione diffusa delle compravendite, dei mutui e dei valori immobiliari, aprendo nuovi scenari anche per chi guarda con interesse al Veneto, regione che beneficia del traino del Nord Italia.
Transazioni in crescita: il residenziale rinasce
Il comparto abitativo registra un incremento a doppia cifra: le compravendite di case sono salite del 15,8% rispetto al 2023, toccando quota 634.498 transazioni. Si torna così sui livelli pre-pandemici del 2021, con un mercato vivace anche grazie al +26,8% degli acquisti tra privati e al +17,4% delle compravendite da parte di imprese. In totale, gli scambi di fabbricati – inclusi gli immobili non abitativi – superano il milione di unità (1.040.871, +1%).
Interessante anche il segmento delle seconde case, con una crescita del +4,4% da privati e +8,8% da parte di operatori, segnale che l’immobiliare resta un rifugio sicuro per la ricchezza delle famiglie italiane e un asset di interesse crescente per gli investitori.
Prezzi in aumento e ritorno della qualità
Il prezzo medio di un’abitazione acquistata nel 2024 si attesta a 166.395 euro, con un incremento del 7,8% rispetto all’anno precedente. L’inflazione, i rincari dei materiali e l’aumento della qualità costruttiva – soprattutto in termini di efficienza energetica – spingono i valori al rialzo.
Nel dettaglio, per le abitazioni acquistate con agevolazioni “prima casa” da privati, il valore mediano è salito a 119.000 euro, mentre gli immobili venduti da impresa – spesso di nuova costruzione o ristrutturati – toccano una mediana di 260.000 euro, in netto aumento rispetto al 2023.
Riparte anche il credito: mutui +5,7%
Dopo la battuta d’arresto tra 2022 e 2023, il credito torna a sostenere il mercato. Nel 2024 sono stati erogati 340.611 mutui ipotecari, con una crescita del 5,7%. Il capitale complessivo erogato si avvicina ai 58 miliardi di euro, +9,1% rispetto all’anno precedente.
La fascia d’importo più attiva resta quella tra 100.000 e 250.000 euro, in aumento del 9,1%, mentre le surroghe rappresentano il 4,8% del totale. I mutui superiori a 300.000 euro si mantengono su livelli contenuti (6%) a causa della persistente incertezza sui tassi d’interesse.
Giovani e agevolazioni: i driver demografici della domanda
I giovani tra i 18 e i 35 anni rappresentano oggi il 26,5% degli acquirenti. Si rafforza anche il ricorso alle agevolazioni “prima casa”, con oltre il 55% delle transazioni beneficiarie di sgravi fiscali. È un segnale positivo per il ricambio generazionale del mercato e per gli operatori che vogliono offrire prodotti su misura per questa fascia d’età.
Il Nord Italia al centro: opportunità anche in Veneto
La Lombardia guida il mercato immobiliare con quasi un quinto delle transazioni totali (19,2%), seguita da Piemonte (9%) e Lazio (8,9%). Tuttavia, il Veneto si conferma tra le aree ad alto potenziale grazie alla presenza di poli urbani consolidati (Verona, Padova, Venezia), al dinamismo turistico e alla domanda di immobili a reddito, soprattutto nel comparto degli affitti brevi.
Per gli investitori, il territorio veneto offre una combinazione interessante tra valori accessibili, buoni rendimenti da locazione e una domanda stabile sia nel lungo periodo (residenziale e studentato) che nel breve (turismo e business travel).
Seconde case: cresce l’interesse per gli immobili sotto i 100mila euro
Nel 2024, il 69,2% delle seconde case acquistate da privati ha un valore inferiore ai 99.000 euro. Si conferma quindi la centralità del segmento “entry-level”, particolarmente attraente per investitori alla ricerca di piccoli immobili da mettere a reddito o destinare all’uso familiare. Parallelamente, cresce anche il segmento luxury: le compravendite di seconde case di pregio oltre 1 milione di euro da parte di imprese sono aumentate del 28,15%, con 3.237 operazioni concentrate in località turistiche o città ad alta attrattività.
Conclusioni: perché puntare sul Veneto
Per chi cerca opportunità immobiliari nel 2024, il Veneto rappresenta una destinazione strategica. La combinazione di crescita della domanda, ritorno del credito, aumento dei prezzi e dinamismo del mercato delle seconde case – unita alla forte attrattività turistica e all’evoluzione delle formule di reddito passivo (affitti brevi, gestione integrata, co-living) – crea le condizioni ideali per interventi di investimento mirati e sostenibili nel medio periodo.
La sfida per gli investitori sarà ora selezionare location ad alto potenziale, valutare attentamente i rendimenti netti, e strutturare operazioni capaci di valorizzare l’immobile nel tempo, anche attraverso ristrutturazioni energetiche e servizi professionali di gestione.


