Con l’avvento della internet of things, presentare una casa senza un minimo di domotica, può significare partire svantaggiati. Una smart home permette di posizionarsi all’interno del mercato veneto, che in questi anni è cambiato. Oggi un acquirente medio, soprattutto se under 50, non cerca solo metri quadri, ma controllo ed efficienza.
Una smart home si vende prima e con un prezzo più alto: questo è quello che dicono i dati. Infatti, secondo diverse ricerche un impianto domotico può incrementare il valore di rivendita di un immobile tra l’8% e il 12%, con punte che possono salire fino al 30% nelle vendite di ville e beni di lusso.
Ma bisogna fare attenzione, qui non si parla solo di lampadine senza fili o di qualche gadget che risponde al suono della tua voce. Entriamo nel dettaglio per capire come pensare e presentare una casa smart sia oggi un investimento a rendere.
Smart home: non gadget ma assistenza
Con i costi dell’energia volatili, la domotica viene vista dagli acquirenti più giovani non solo come una comodità, ma come uno strumento di difesa del proprio budget. Gli acquirenti cercano:
- Termostati intelligenti: che possano regolare la temperatura della casa, agire stanza per stanza etc.
- Un sistema di gestione carichi che eviti il blackout quando si verificano sovratensioni.
Gli immobili con una gestione smart dell’energia riescono infatti a promettere un risparmio significativo in bolletta, dal 20-30% annuo, e questo giustifica il prezzo di un acquisto più alto.
Subito dopo il risparmio, la sicurezza è la seconda leva psicologica che un proprietario può usare per vendere una smart home. Come? Con sistemi di allarme connessi, e con videocitofoni smart che permettano di rispondere quando non si è in casa.
Un plus questo che permette di vendere villette e piani terra con maggior facilità, anche in grandi città come Venezia o Verona. Un sistema cablato, che non richiede manutenzione, trasmette fiducia e solidità.
Ecco, due leve psicologiche importantissime che possono essere usate per vendere una smart home in Veneto.
Analizziamo il ROI: quanto costa e quanto rende?
Per chi vende esiste il naturale timore che un impianto domotico costi troppo, in realtà il ROI è decisamente elevato, soprattutto per chi ristruttura prima di vendere. Facciamo un esempio, il costo di realizzazione di un impianto domotico base incide per circa l’1% del valore dell’immobile ma rende tantissimo.
Smart home e assist fiscale
Un dato in più di cui bisogna tener conto è che nel 2026 sono stati confermati quelli che sono gli incentivi fiscali per la building automation:
- Il bonus ristrutturazioni 50%: copre anche la sicurezza quindi l’installazione di strumenti smart.
- Ecobonus 65%: per chi istalla controlli a distanza degli impianti (anche di produzione acqua calda) è possibile detrarre il 65% della spesa.
In questo modo non solo il venditore può scaricare il costo prima vendere, ma può anche richiedere un prezzo più elevato.
Descrivere, documentare e vendere
Per vendere un immobile come smart home bisogna che la tecnologia sia tangibile, non bastano due prese intelligenti per rendere domotica una casa. Affidarsi a un esperto che aiuti a preparare una visita che spieghi:
- Le migliorie smart;
- Le app utilizzate;
- Le garanzie residue;
- Il risparmio energetico stimato.
Permette all’acquirente di percepire l’acquisto come affidabile e a raggiungere un accordo vantaggioso più in fretta.
Se la tua casa ha del potenziale inespresso, prima di metterla in vendita, chiedi una consulenza a noi di Fontego. Perché l’home staging, anche quando tecnologico, diventa una leva di vendita da sfruttare al meglio.


